Il bisogno del “NOI”


Sono passati sei mesi esatti dall’inizio del mandato di Assessore di Municipio 3.
In un breve periodo abbiamo realizzato numerose iniziative e cominciato a cambiare alcune cose. Non vi presento un elenco, quello ho –abbiamo- cercato di raccontarvelo in questi mesi. Condivido però il “senso” di questi mesi e quello dei prossimi che verranno.

La sfida di governare le complessità

Un territorio di circa 140.000 abitanti presenta quotidianamente una molteplicità di imprevisti e problemi ordinari e straordinari… Bisogna dirsi con molta chiarezza e semplicità che il Municipio non può fare tutto. Ci sono momenti in cui l’azione politica –anche grazie agli uffici amministrativi- è capace di dare risposte pronte, altri in cui non lo fa.

Vorrei dire a tutti coloro che si sentono privi di fiducia verso la politica, che alle questioni complesse non si possono dare sempre soluzioni facili. Non si può cedere alla tentazione di pensare che “tanto non cambierà mai nulla” solo perché certe risposte sembrano non esserci. Non si può cedere alla logica dei social network in cui sembra che tutta la politica sia “da buttare”, in cui sembra che tutto è facile, che ogni cosa si possa commentare con semplicità, in cui per ogni problema sembra esserci una risposta immediata.

E’ immediato scrivere un commento ad un post, non è immediato affrontare il governo di un territorio. Governare è una sfida quotidiana. E’ una scelta non solo tra due possibilità, ma molto spesso anche nella ricerca di una terza via o addirittura una quarta via, magari più impopolare. I sentimenti di antipolitica provano a farci credere che una rapida tempestività porti sempre ad un risultato di vera efficienza. Non è così.

La Prima della Scala in un condominio di periferia.

Questi mesi nelle istituzioni mi hanno confermato che i nodi delle complessità si possono sciogliere, che i problemi si possono risolvere. A volte i meccanismi della burocrazia sembrano lì pronti a dirti “non provare a farlo, ti fermerò!”, ma alla fine i risultati arrivano.
Come quando abbiamo spostato la proiezione della prima diffusa della Scala in una modesta sala condominiale popolare del quartiere Rizzoli, in periferia, rinunciando al più accogliente e centrale Auditorium di cui disponiamo.

Abbiamo pensato che spostare in una casa popolare la manifestazione simbolicamente più importante di tutto l’anno culturale della nostra città, fosse il gesto migliore per mostrare la nostra continua attenzione verso le periferie e verso una “cultura diffusa” quotidianamente.
Questa serata mi ha ricordato il bisogno e la responsabilità del “noi”. Una serata così non sarebbe stata la stessa senza: la disponibilità di MM ente che gestisce queste case, l’appoggio dell’Assessore comunale alla Cultura e della Presidente di Municipio che hanno accolto questa idea positivamente fin da subito, la collaborazione con Giuseppina Rosco, la disponibilità di Eleonora, il vin brulé preparato da Gaetano e le tante persone che hanno partecipato!

Infatti, il nostro Municipio è straordinariamente ricco di persone, associazioni e realtà che desiderano dare un’anima al quartiere che abitano. Il compito delle istituzioni, in particolare dell’istituzione più vicina al territorio, è anche quello di dare un senso a queste anime, di facilitare la possibilità di mettere a disposizione il proprio “mattone” di conoscenza per far crescere il proprio quartiere.

Non bisogna pensare che il Municipio soltanto debba fare la sua parte: ciascuno può e deve dare il proprio contributo e penso alle tante iniziative che abbiamo realizzato insieme su tutto il territorio del Municipio. Vorrei dire, in particolare a quanti sono lontani dalla politica e soprattutto a quanti non lo erano, ma lo sono diventati a causa di delusioni ricevute, che è possibile cambiare le cose, ma soltanto insieme.

Mi auguro di continuare a crederlo e di continuare a dimostrarlo concretamente nel corso dell’anno che ci attende. Proseguiremo portando la nostra azione in ogni quartiere.

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