lucaCostamagna
MilanoCittaNuova

Assessore di Municipio 3, mi candido in Consiglio Comunale di Milano per le Elezioni 2021

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Cultura e Quartieri

Maggiore flessibilità e disponibilità degli orari di apertura di musei e luoghi di cultura per una fruizione gratuita a misura di cittadino e famiglia

E non solo…

Spazio Pubblico

Dotare Milano di una cintura verde collegando i parchi di Milano Est: Parco Lambro, Parco della Lambretta (Rubattino) e Parco Forlanini

E non solo… 

Ridurre le Fragilità

Sostegno partecipato del Comune per ridurre i canoni d’affitto alle famiglie, ai giovani, agli studenti

E non solo…

EVENTI E SPETTACOLO

Avere un Assessore agli Eventi e al Tempo Libero, Evolvere l’ Ufficio Unico dello Spettacolo, snellire la burocrazia

E non solo…

Sport e camminabilitÀ

Una zona pedonale per ogni Municipio;

Semplificazioni per organizzazioni eventi in città

E non solo…

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NOVITA' DAI MIEI PROFILI SOCIAL

14 ore fa

Luca Costamagna
Un ricordo del Ferragosto 2021, passato in Casa Museo Boschi Di Stefano al terzo piano perché gli spazi ci sono e la cultura che ci lega non va in ferie ma si celebra anche nel giorno più estivo che c'è.Ma non solo passato: il progetto di ampliamento del museo sta per diventare realtà e il lavoro per una Milano davvero accessibile continuerà ancora più forte tra qualche giorno alla ripresa dei lavori del consiglio e della commissione. Uno sguardo però sul presente nazionale: nessuna forza politica e nemmeno il PD pone abbastanza seriamente il tema cultura. Che poi e' sociale, che poi è lavoro...Buon Ferragosto a tutti. ... ContinuaRiduci
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5 giorni fa

Luca Costamagna
10 Agosto è Piazzale Loreto e la Memoria dei 15 Martiri. La città tutta dovrà fare il possibile per custodire la loro Memoria e il Monumento anche nel futuro Piazzale.Se già oggi in molti passano senza conoscere l'identità e la storia di questo angolo di città, in futuro potrebbe essere ancora più critica questa consapevolezza.La Memoria ha bisogno dei luoghi di cultura ma sempre della cultura dei luoghi. #piazzaleloreto ... ContinuaRiduci
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3 settimane fa

Luca Costamagna
La vicenda della piccola Diana deve riguardare tutti noi. Milano, l'idea di città come comunità, le nostre sensibilità indipendentemente dai ruoli che rivestiamo e lavori che svolgiamo. Il contributo di Alessandra Kustermann che ben conosce le fragilità delle gravidanze è importante ad approfondire una vicenda drammatica.Credo che ci siano due piani diversi ma complementari: da un lato la presa in carico "comunitariamente" come società dei bambini, che sono i più fragili e indifesi. Veniamo da due anni di pandemia dove ci siamo detti e abbiamo sperimentato che la condivisione e la relazione sono lo strumento per continuare a vivere, eppure anche questa vicenda ci conferma una presenza di solitudine, solitudini, silenzio e silenzi.Dall'altra parte esiste un problema istituzionale che merita risposte concrete anzitutto su questo caso. Certo ci saranno le autorità a svolgere indagini ma come consigliere comunale non posso tacere e credo che l'amministrazione, che tanto si occupa di tanti temi anche a livello mediatico, debba dire la propria e anche pretendere risposte da Ats e Regione Lombardia da un sistema che non ha funzionato e che anche su questo aspetto, penso a servizi di home visiting di supporto alla genitorialita', richieda una forte cambiamento.SULLA MORTE DELLA PICCOLA DIANA LASCIATA SOLA IN CASA A 18 MESI."E' tremendo e colpisce tutti noi quello che è successo" alla piccola Diana, morta a 18 mesi dopo essere stata lasciata sola in casa dalla sua mamma per 6 giorni. "Dà l'idea del fatto che forse dobbiamo rivedere completamente il modo in cui viviamo il rapporto con gli altri. Sembra impossibile immaginarsi di vivere in un quartiere che non riconosce anche vagamente i segnali d'allarme. Allora vale la pena di riflettere su questo e di ricordarci che le sentinelle sul territorio siamo tutti noi. Tentare di risvegliare le coscienze sociali è utile". Parte da qui la riflessione di Alessandra Kustermann. A Milano il suo nome richiama alla mente la difesa dei diritti delle donne. Anima del Servizio di soccorso violenza sessuale e domestica (Svsed) del Policlinico di Milano per anni, l'esperta spiega la complessità di raggiungere e intercettare queste situazioni problematiche."Probabilmente - evidenzia all'Adnkronos Salute - questa donna aveva un'impermeabilità emotiva per cui nessuno ha capito e chiesto aiuto per lei. E lei non ha nemmeno dato la possibilità di farselo dare questo aiuto. Di strutture e di attività per tentare di prevenire questo tipo di eventi ce n'è tantissime. Ma una cosa che ho imparato in tutti questi anni è che se una persona non si vuole fare aiutare, purtroppo non chiede aiuto. Noi pensiamo sempre che ci sia una richiesta d'aiuto e dall'altra parte una mancanza dello Stato che l'aiuto non lo dà. In realtà non è così semplice: spesso manca la richiesta d'aiuto e, tanto più la persona ne è bisognosa, tanto meno è capace di usufruire dei servizi. Questo lo dico perché è una vita che rincorro i mulini a vento, l'illusione del riuscire ad arrivare dappertutto".Sarebbe facile, osserva Kustermann "incolpare lo Stato, ma ci dimentichiamo che essere cittadini vuol dire occuparsi della città, della cosa pubblica, delle persone che ci stanno accanto, essere comunità è quello che conta di più nella vita e nessuno può mai sostituirsi al senso di comunità, alla solidarietà che deve esistere tra gli esseri umani". Sul caso della piccola Diana e della madre Alessia Pifferi, 37 anni, "ci sono ancora troppe domande senza risposta. Questa donna non ha mai mostrato disagio in precedenza? In che casa viveva? La piccola frequentava l'asilo? Chi era il medico della bimba, non ha mai notato niente di strano?", si chiede la ginecologa, che assicura: "L'Italia ha un servizio che funziona intorno alla maternità e all'infanzia, in media c'è un'estrema attenzione. Se una donna viene seguita in un consultorio o comunque in una struttura pubblica e vede sempre le stesse persone nei consultori, è chiaro che una situazione di disagio emerge". Probabilmente però, riflette Kustermann, "questa donna che secondo le prime informazioni emerse avrebbe anche scoperto tardi di essere incinta, probabilmente non si è nemmeno fatta seguire in gravidanza, quindi diventa tutto molto difficile se i servizi non li allerti. In quale solitudine mentale viveva? Immensa - si rammarica l'esperta - In Mangiagalli a Milano, ma anche negli altri ospedali dove si partorisce, si studia con attenzione la prima relazione mamma-bambino, come insorge l'allattamento, com'è l'accudimento, ma la depressione post partum in genere inizia qualche giorno dopo la dimissione dall'ospedale. Se una donna è sola, nessuno se ne accorge. Ci deve essere purtroppo una famiglia intorno che mette in allerta i medici e gli psicologi, ma le situazioni di solitudine e degrado sociale totale sono le più difficili da intercettare".Come funziona la rete di supporto alle neo-mamme, come si identificano eventuali situazioni di disagio? "Noi - spiega Kustermann - stiamo facendo da almeno 3 anni nei consultori in Lombardia, e in particolare a Milano, l'individuazione dei fattori di rischio per la depressione post partum. Iniziamo questa valutazione già in gravidanza. E le persone che risultano a rischio vengono immediatamente prese in carico. Anche il fatto di essersi accorti tardi di una gravidanza porta a segnalare quel caso come un caso a rischio. Quindi in realtà è impossibile che, se questa donna fosse stata seguita in un consultorio, questo elemento non abbia fatto scattare un alert. Per noi diventa una sorta di 'codice giallo', per dare l'idea"."E' doloroso pensare alla piccola Diana. Il suo pianto non è stato sentito? Probabilmente - ipotizza l'esperta - la bambina non piangeva, era talmente in disagio psicologico che non piangeva nemmeno più, come spesso fanno i bambini molto maltrattati. E qui c'è evidentemente un maltrattamento psicologico importante". A volte, riflette, "non pensiamo a quante fragilità esistano. Considerato quanto volontariato esiste in Italia, se qualcuno fosse stato allertato, sarebbero intervenuti. Io spesso mi rivolgo al volontariato cattolico per aiutare le mie donne più fragili. E credo che sia il volontariato che può funzionare, non lo Stato in questi casi. Questa mamma forse aveva bisogno di una persona amica che la aiutasse a tirar fuori i suoi problemi. E invece non ha avuto nessuno intorno a lei". ... ContinuaRiduci
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2 mesi fa

Luca Costamagna
IL COMUNE INVESTE SULLA FABBRICA DEL VAPOREoggi ho riunito la commissione cultura in Comune di Milano - Fabbrica del Vapore un luogo ricco di potenzialità per una struttura importante ricca e capace di grandi accoglienze. Ringrazio moltissimo la dottoressa Maria Fratelli che da poche settimane guida questo luogo.Per che cosa ? In passato il bisogno di riempire ha forse ridotto l'attenzione sulla coerenza di una offerta inserita in un percorso e progetto di un luogo di forte identità. Accogliere tante proposte e fra loro molto diverse non aiuta a creare identità e rafforzare radici per la città.Anche oggi quindi una commissione che è stata riunione di lavoro per ribadire l'impegno dell'Amministrazione a rendere la Fabbrica un polo culturale importante con spazi ancora da migliorare.Due obiettivi precisi: 1) alzare la qualità e uniformare la coerenza dei progetti ospitati e iniziative sempre con lo sforzo di rendersi accessibili ai cittadini e turisti; 2) migliorare rapporto con il quartiere. La Fabbrica non deve essere un muro o un piccolo mondo a sé ma fortemente legato anche con il territorio più immediato.#cultura #spazi #spaziopubblico #arte #design ... ContinuaRiduci
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2 mesi fa

Luca Costamagna
In questa settimana abbiamo avuto conferma di quanto dicevano durante la pandemia: i nostri comportamenti sono cambiati, cambieranno e dovranno cambiare. Le biciclette che passano in corso buenos Aires sulla ciclabile sono in continuo aumento. Ma in questa settimana anche la notizia del Milano monza motor show con un mancato introito per il comune di circa 400.000 euro.Non deve passare minimamente l'idea che i soldi "sistemino" le cose quindi se gli organizzatori impiegheranno queste risorse non spese da loro, per sostenere altre attività, non cambia la sostanza del problema.La strada e le piazze sono beni pubblici e della collettività: dobbiamo fare di più e mettere in discussione i criteri per la concessione dell'interesse pubblico altrimenti il rischio che la cosa si ripeta è reale. Ma i documenti sul clima l'aria e il verde sono ben noti e documenti ufficiali dell'Amministrazione. Comunque non è nemmeno una questione di incoerenza con i documenti ufficiali perché non è solo formalmente ma anzitutto nella sostanza che sappiamo quali siano gli interessi dei cittadini e gli impegni della città per la promozione di una cultura della sostenibilità che ci faccia cambiare comportamenti privati e collettivi insieme.E, molto concretamente, dobbiamo insistere perché manifestazioni di vera sostenibilità futuro e cultura come il miglio di sport promosso da anni dal Municipio 3 in corso Buenos Aires siano facilitati da norme regolamenti e costi che per molto tempo ne hanno condizionato la realizzazione. (E comunque io le famiglie e i bambini le ho sempre viste al Miglio di Sport non in questi giorni davanti ai suv.) ... ContinuaRiduci
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CHI SONO

Nato a Milano, cresciuto tra Lambrate e Città Studi, amministratore di condominio, vivo nel quartiere Casoretto con mia moglie Chiara e nostro figlio Pietro.
Dal 2016 sono Assessore alla Cultura del Municipio 3 e dal 2020 anche alle Politiche Sociali.

In questi anni ho promosso un programma di cultura diffusa per tutti i quartieri del nostro Municipio in sinergia con i teatri, associazioni, giovani e nuove realtà. Ho valorizzato l’Auditorium Cerri di via Valvassori Peroni, oggi protagonista della vita musicale della città e la Casa Museo Boschi Di Stefano, finalmente più visitata e vissuta in tutti i suoi spazi.

Durante il lockdown ho ideato e promosso la campagna “Per un buon vicinato” volta alla collaborazione tra cittadini, istituzioni, mense e realtà del terzo settore. Voglio continuare il mio impegno in Comune, per ricucire i quartieri valorizzandone le potenzialità culturali, aumentare le connessioni tra territori, persone e comunità e dare risposte alle fragilità.