Luca Costamagna -Assessore Cultura, Biblioteche e politiche giovanili, Centri di Aggregazione Giovanile, Partecipazione e comunicazione, Benessere e felicità Municipio 3
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2 ore fa

Luca Costamagna

Chiudo la giornata pensando allo Spazio Ligera e al post di saluto che hanno fatto questa mattina. Quindici anni di storia che la pandemia non permette di continuare. Un luogo bello, vivo, sincero: in tanti hanno scritto che si sentivano a casa anche la prima volta e non è retorica: qualcosa ti diceva che era così e d'altra parte in fondo a via Padova questo succede. Mentre chiude un luogo di lavoro, chiude un luogo di socialità e incontri in uno dei quartieri più vivi e complessi di Milano dove basta poco - a pensarci - che non ci sono situazioni bianche o nere neppure in questo quartiere, ma che sono le sfumature a chiederci se non è bello imbattersi in luogo dove puoi entrare anziché trovare una serranda chiusa, dove puoi ascoltare musica e sorridere anziché tornare a casa solo e arrabbiare. La pandemia colpisce anche in questi casi. Lo Spazio Ligera chiude. Per i prossimi cinque anni, nel ridisegnare e ripensare la città il centrosinistra dovrà dire chiaramente che potrà fare poche cose, escludendo largamente il centro storico e concentrando più risorse possibili per quartieri e luoghi di lavoro come questi (come, non "solo"). Anche la narrazione della città a 15 minuti, in cui credo molto, dovrà essere molto seria su ciò che sta mancando alla città sempre di più: il lavoro. E se poi il lavoro era anche presidio sociale, l'impegno per recuperare questo vuoto dovrà essere ancora maggiore.Ecco, la musica è finita

gli amici se ne vanno...

Non siamo soliti gettare la spugna, non è proprio del nostro DNA, ma quando ci vuole, purtroppo, ci vuole. Riguardando indietro a questi quasi 15 anni, sappiamo di aver preso sotto gamba i conti, ma detto questo, credo che qualcosa rimarrà di quello che è stato il Ligera, lo Spazio Ligera e le Edizioni Ligera. Noi, Riccardo Bernini e Federico Riccardo Chendi di sicuro ce l’abbiamo messa tutta per aprire a Milano un luogo diverso e farlo vivere, ogni giorno e ogni notte, insieme a voi. Un luogo che forse non c’era prima, e che forse non ci sarà più. A metà strada fra una Casa del Popolo, e un locale underground all’avanguardia, in mezzo alla via più multietnica, contraddittoria, e forse anche innovativa, di una città che cambia pelle ogni anno. Siamo resistiti a tutto, al coprifuoco Moratti-De Corato, la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia la seconda come farsa. Abbiamo retto anche l’urto forte di chi ci voleva taglieggiare, sembravamo invincibili ma adesso ci arrendiamo. Lo facciamo per motivi squisitamente economici, con il cuore non lo avremmo mai fatto. E lo facciamo senza astio, perché anche se siamo chiusi da molti mesi, sentiamo il vostro affetto a distanza. Eravamo la seconda casa per tanti, e forse anche la prima per qualcuno, per noi era il proseguimento del nostro salotto, delle nostre famiglie. Parlavamo e discutevamo con voi ogni sera, e ogni notte, di politica e di calcio, della zona, della città e del mondo, ci sentivamo in mezzo a tutto, a via Padova, a Milano, all’universo. Per questo forse ci siamo montati la testa, dopo centinaia, migliaia di eventi organizzati, concerti soprattutto, dj-set, presentazioni di libri e il cineforum, che non abbiamo mai interrotto, e gli spettacoli teatrali. Il nostro spazio è sempre stato aperto per le associazioni della zona, questo è stato il nostro personale, ma mai univoco, modo di vedere le cose. Senza via Padova il Ligera sicuramente non sarebbe esistito, e forse anche via Padova senza il Ligera si sveglierà più corta. Noi abbiamo sempre pensato in grande, non quando si trattava di fare i danè, ma sicuramente quando si trattava di fare di via Padova il meglio di Milano. Diffidate di tutti quelli che vi diranno il Ligera, era solo un bar, non lo era, era molto di più, e forse anche qualcosa di meno.

È un addio, che speriamo non sia troppo lungo.

Con affetto Riccardo Bernini e Federico Riccardo Chendi
¡Adios Amigos!
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16 ore fa

Luca Costamagna

Buona giornata da piazza Durante! Siamo nel quartiere Casoretto, tra viale Lombardia, via Casoretto e via Leoncavallo. Come tutti i luoghi a confine tra due diversi municipi (in questo caso il 3 e il 2), la condizione in cui questo spazio-crocevia si presenta non è mai all'altezza della situazione.

Ecco perché abbiamo fortemente voluto qui una Casa dell'Acqua che da oggi è fruibile da ciascuno di noi.
--> Che cosa forniscono le case dell’acqua? Erogano acqua fresca, liscia o gassata. L’acqua è la stessa che sgorga dai rubinetti delle nostre case, il tutto a costo zero.

--> Come funzionano? Il servizio si attiva gratuitamente mediante la Carta Regionale dei Servizi o la Carta Nazionale dei Servizi.

--> Quanta acqua si può prelevare? Si può scegliere fra mezzo litro, un litro e un litro e mezzo. Possono essere prelevati gratuitamente fino a 6 litri d’acqua al giorno a persona.

--> Sono sicure? Ogni distributore ha un piano d’appoggio per le bottiglie con una vaschetta raccogligocce collegata direttamente allo scarico, per evitare la fuoriuscita d’acqua che, d’inverno, potrebbe ghiacciare. Una lampada UV battericida sul beccuccio di erogazione garantisce la protezione da retro contaminazioni. Ogni macchina, inoltre, è a norma di legge per le persone con disabilità ed è dotata di un impianto di illuminazione notturna a LED con basso consumo elettrico. Ci sono quattro telecamere per la sicurezza, ma anche per la registrazione di atti vandalici.

--> Consigli. Si consiglia di consumare l’acqua prelevata entro 24/48 ore, avendo cura di conservarla in luogo fresco e al riparo dalla luce del sole, preferibilmente in frigorifero. Evitare grandi scorte di acqua prediligendo frequenti approvvigionamenti. Utilizzare bottiglie e/o contenitori nuovi possibilmente in vetro e con tappo a vite o chiusura ermetica. I contenitori prima di ogni utilizzo vanno puliti con acqua e detersivo da cucina, avendo cura di risciacquarli molto bene così da rimuoverne ogni residuo.

Informo che abbiamo chiesto un potenziamento importante dell'illuminazione, conosciamo i problemi presenti. Abbiamo bisogno di abitarla tutti, di più, meglio, con più fiducia. Non è facile perché se vediamo uno spazio frequentato male non siamo portati ad entrarci: ma se ci rassegniamo, lasciamo che lo spazio sia consegnato all'incuria di chi lo vuole così e d'altra parte non viviamo in una stagione facile per organizzare feste e grandi momenti di incontro.

Vi ho raccontato questo impegno di realizzare la casa dell'acqua (è in corso di realizzazione quella di via Saccardo) ma lo ribadisco: l'attenzione massima per questi luoghi "marginali" e di "confine" deve rimanere, con la responsabilità di ricucire strade, piazze, vie che meritano la stessa attenzione di quelle centrali di ogni quartiere.
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2 giorni fa

Luca Costamagna

Sono passati sessantacinque anni dalla morte di don Carlo Gnocchi.
Al quartiere Ortica, nell'ambito del progetto Orme - Ortica Memoria il suo volto non è raffigurato ma molta della sua vita è rappresentata nel murale dedicato alle due guerre degli alpini, dove è rappresentato bene il suo compagno Teresio Olivelli: come lui, don Gnocchi venne arrestato più volte e rinchiuso a San Vittore, come lui don Gnocchi collaboro all'O.S.C.A.R. e alla redazione e diffusione de "Il Ribelle" il giornale clandestino che "esce come e quando può".

Il dolore visto nelle guerre lo portò poi ad occuparsi dei famosi "mutilatini", i bambini che al suo funerale furono la grande famiglia che lo volle accompagnare perché considerava don Gnocchi un padre e per il cui impegno il presidente del consiglio Alcide De Gasperi lo delegò come "esperto" e collaboratore della presidenza del consiglio.

Don Barbareschi, anche lui raffigurato all'Ortica, ne fu l'esecutore testamentario e si occupò del trapianto, ancora non legalmente possibile, delle su cornee di cui volle far dono.

Vivere un pomeriggio all'Ortica permette questa immersione di una storia del '900 non solo da conoscere, ma soprattutto da non dimenticare e raccontare alle generazioni più piccole perché nulla di questa memoria vada perduto.
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6 giorni fa

Luca Costamagna

Il 24 Febbraio 1990 moriva il Presidente Pertini, considerato da molti il presidente della Repubblica più amato degli italiani.

Lo ricordo con questa bella foto che lo ritrae davanti al mitico Bar Basso nel Municipio 3.

Come spesso accade, quanto di straordinario Pertini ha dimostrato e fatto nella sua vita "adulta" è stato possibile dal suo impegno giovanile, nel suo caso contraddistinto dal profondo impegno antifascista, a servizio del prossimo e alla conquista del bene, della pace, della solidarietà che hanno ispirato e ispirano la nostra Costituzione.
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2 settimane fa

Luca Costamagna

Dal discorso (molto politico) di Draghi, tra le altre cose, mi é piaciuto molto il passaggio sul Turismo, che riguarda la lente d'ingrandimento che bisogna porre sui piccoli comuni, frazioni e borghi del nostro Paese ma che é una provocazione importante anche per il turismo di una città come Milano:

"...Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un'attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d'arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato..."

In queste parole trovo molto del pensiero del prof. Paolo Pileri che nei mesi scorsi su questa pagina ha presentato il suo libro che nuovamente vi consiglio: progettare la lentezza.
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2 settimane fa

Luca Costamagna

Si chiude la giornata ma il pensiero é a questa mattina: insieme alla Presidente Caterina Antola sono andato all'Istituto Bacone Stoppani.

I bambini sono entrati con una sorpresa speciale: l' Orchestra da Camera Canova li accoglieva con le musiche di Mozart e Beethoven.

Una sopresa straordinaria che li ha resi sorridenti, incuriositi, felici e capaci di ascolto. Qualcuno aveva pensato a loro in modo speciale, la musica, che non conoscono ancora bene ma di cui percepiscono la bellezza, ha dato loro il buongiorno grazie agli insegnanti e al Dirigente oltreche all'orchestra naturalmente.

L'occasione era anche per inaugurare le lampade anti-covid che purificano gli ambienti senza dover aprire le finestre, un progetto nato durante il primo lockdown quando si è avvertita la necessità di sanificare costantemente l'aria nei luoghi chiusi. Si tratta di un'innovativa soluzione di illuminazione e sanificazione dell'aria che agisce 24 ore al giorno realizzato da Ensto Italia.

La Bacone diventa cosi il primo edificio scolastico italiano dotato di aule che vengono sanificate mentre gli allievi e il personale docente e non docente sono al loro interno.

L'impianto, installato in tutte le aule della scuola elementare e media di piazza Bacone, sfrutta il principio della fotocatalisi in sinergia con gli speciali nanomateriali di elevatissima efficacia, i filtri di ultima generazione e la ventola a bassissimo impatto acustico.

L'impianto è in grado di sanificare l'aria senza rilasciare sostanze chimiche o immettere raggi UV nei locali. In questo modo non è più necessaria l'aerazione periodica delle aule con l'apertura delle finestre, come sarebbe altrimenti raccomandato dalle linee guida anti-Covid-19.

Complimenti a Ensto Italia ma anche alla scuola che fin dagli accessi rispetta molto bene le norme per il distanziamento.
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2 settimane fa

Luca Costamagna

Oggi sono andato allo Studio Museo Francesco Messina per visitare la mostra "Inside" del collettivo di street artists ORTICANOODLES che ha sede al quartiere Ortica.

Allestita all’interno degli spazi della casa museo già dallo scorso dicembre, si tratta della prima personale degli artisti che rappresentano una delle firme italiane di muralismo più rinomata nell’ambito dell’arte urbana.

“Inside”, ciclo di 30 opere su legno sviluppate nella ricerca degli ultimi due anni con significati molto intimi, è in dialogo con il lavoro di Francesco Messina: sia le opere degli ORTICANOODLES sia quelle di Messina trovano "luce" e "senso" proprio le une dalle altre.

Curata da Maria Fratelli che mi ha condotto nella visita e dalla sua Unità Case Museo è una mostra che vi consiglio di visitare: dal martedì al Venerdì dalle 10 alle 17.30 allo Studio Museo Francesco Messina.

#insideorticanoodles #artemilano #mostremilano
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2 settimane fa

Luca Costamagna

MARTINI E L'EUROPA: questa sera, nel giorno della nascita del cardinal Martini, voglio ricordalo cercando di approfondire il suo contributo per l'Europa unita, dei popoli, delle persone, dell'uguaglianza e dei diritti.

Una breve conversazione per attualizzare gli insegnamenti e le intuizioni di Martini, insieme a Patrizia Toia europarlamentare e a mons. Franco Agnesi vicario generale della Diocesi di Milano e a lungo strettissimo collaboratore del cardinal Martini.

Vi aspetto questa sera, Lunedì 15 Febbraio alle ore 21 su questa pagina!
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2 settimane fa

Luca Costamagna

Con Beppe Sala, per altri cinque anni.

Per una Milano ancora più inclusiva, aperta, solidale.

Una Milano che continui a essere la città del lavoro e delle opportunità per tutte e tutti. Una Milano che oggi guarda avanti, ma non lascia indietro nessuno.

Per questo, continueremo sempre a chiamarla casa.

Chiamami ancora Milano.
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2 settimane fa

Luca Costamagna

MARTINI E L'EUROPA: domani, nel giorno della nascita del cardinal Martini, voglio ricordalo cercando di approfondire il suo contributo per l'Europa unita, dei popoli, delle persone, dell'uguaglianza e dei diritti.

Una breve conversazione per attualizzare gli insegnamenti e le intuizioni di Martini, insieme a Patrizia Toia europarlamentare e a mons. Franco Agnesi vicario generale della Diocesi di Milano e a lungo strettissimo collaboratore del cardinal Martini.

Vi aspetto domani sera, Lunedì 15 Febbraio alle ore 21 su questa pagina!
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3 settimane fa

Luca Costamagna

Il progetto Orme - Ortica Memoria è un cantiere aperto ma ha un suo obiettivo chiaro fin dal principio: essere non il simbolo dell'ortica per l'ortica, ma una possibilità del quartiere per la città. Oggi sono andato nella sede dell'associazione a ritirare la mia copia della guida curata da Bedo Bedostri (che il Municipio 3 ha contribuito a realizzare), ma da oggi la bellissima mappa interattiva del Museo Orme - Ortica Memoria, creata da Orange is the new Milano, è anche sul sito di Regione Lombardia - Beni Culturali. Un risultato importate merito dell'associazione, degli ORTICANOODLES e di quanti, visitando il quartiere, ne hanno promosso la visibilità.
👉 http://www.lombardiabeniculturali.it/blog/articoli/10466/

#quartieri #artepubblica #musei #borgoturistico
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